Padova, 25 settembre 2025 – A Padova, come in molte altre città italiane, l’accesso a un alloggio in affitto è sempre più difficile: la percezione di rischio di morosità porta i locatori a chiedere garanzie elevate, mentre la scarsa disponibilità di alloggi spinge i prezzi verso l’alto. Il risultato è un mercato sempre meno accessibile, anche per chi dispone di una stabilità economica e potrebbe sostenere regolarmente il canone.
Il Fondo Solidale per un Abitare Accessibile, promosso dal Comune di Padova insieme a Etisos Foundation e all’Agenzia “Padova per abitarci” è un progetto unico in Italia ed Europa, nato per affrontare una delle criticità più diffuse nel mercato della locazione: l’esclusione dall’accesso alla casa di persone e famiglie che, pur disponendo di un reddito, non riescono a soddisfare le richieste di garanzia dei proprietari.
Negli ultimi anni, infatti, il mercato degli affitti è diventato sempre più selettivo. Per stipulare un contratto vengono richieste fideiussioni bancarie, garanti familiari o depositi cauzionali elevati. Il Fondo si rivolge a persone e famiglie con una stabilità economica ma che incontrano ostacoli formali nell’accesso al mercato, come contratti di lavoro non indeterminati o assenza di garanti esterni.
Il funzionamento è semplice: il fondo non eroga denaro direttamente agli inquilini, ma interviene al posto loro con una garanzia sociale fino a diciotto mesi di canone di locazione, che si attiva solo in caso di morosità. In questo modo il proprietario si sente tutelato e l’inquilino può accedere a un contratto regolare senza dover ricorrere a strumenti onerosi o inaccessibili. La garanzia accompagna l’inquilino e il proprietario per l’intero periodo contrattuale. Al termine, le risorse impegnate rientrano nel fondo e vengono riutilizzate. Questo meccanismo di rotazione rende lo strumento sostenibile nel tempo, perché ogni donazione iniziale non si esaurisce con il primo utilizzo ma può essere reimpiegata più volte.
L’innovazione del Fondo Solidale per un Abitare Accessibile sta proprio in questa struttura mutualistica, che lo distingue da altri strumenti tradizionali. Non è un sussidio diretto che rischia di alimentare assistenzialismo ma un dispositivo che responsabilizza entrambe le parti e le accompagna dentro un rapporto di fiducia. Non è una fideiussione bancaria, perché non comporta interessi, commissioni o logiche speculative ma una garanzia etica costruita intorno alla solidarietà. Non è una misura temporanea, perché il meccanismo rotativo assicura continuità e possibilità di impatto a lungo termine. Inoltre, a differenza di molte soluzioni fondate esclusivamente su risorse pubbliche, integra donazioni civiche, contributi privati e la partecipazione diretta dei beneficiari. Il meccanismo rotativo sarà sostenuto da donazioni, contributi solidali e rientro delle garanzie non utilizzate, con l’obiettivo di moltiplicare l’impatto sociale nel tempo.
Un ulteriore beneficio del fondo è la crescita della fiducia nel mercato degli affitti, che diventa così più dinamico e accessibile. Questo effetto di fiducia agisce come una leva finanziaria, capace di generare valore anche per il settore immobiliare. Esperienze simili consolidate in altri Paesi, come Provivienda in Spagna e Visale in Francia, dimostrano l’efficacia di questo approccio: per ogni euro garantito, si attivano in media quasi 4 euro di affitti, con un impatto positivo sia per gli inquilini sia per i proprietari.
Il progetto si fonda sulla collaborazione tra tre soggetti: il Comune di Padova, che sostiene l’iniziativa e ne cura l’integrazione con le politiche sociali; Etisos Foundation, ideatrice e sviluppatrice del modello finanziario; e l’Agenzia “Padova per abitarci”, soggetto operativo con autonomia gestionale. Sarà infatti l’Agenzia a selezionare i beneficiari sulla base di criteri definiti, a gestire le procedure di ingresso e monitoraggio e ad assicurare trasparenza e correttezza nei rapporti tra inquilini, locatari e fondo.
Grazie a questa alleanza, il Fondo Solidale per un Abitare Accessibile punta ad ampliare l’accessibilità alle abitazioni, a incrementare la disponibilità di alloggi sul mercato grazie alla riduzione del rischio percepito dai locatori e a proporre un meccanismo finanziario autosufficiente.
Questo strumento, unico e senza precedenti a livello nazionale, rappresenta un esempio concreto di welfare generativo: non solo protezione ma creazione di nuovo valore sociale ed economico, andando oltre la semplice distribuzione di risorse. Con questa iniziativa Padova si conferma città all’avanguardia nelle politiche abitative, introducendo un modello che unisce innovazione finanziaria, inclusione sociale e sostenibilità.